lunedì 29 ottobre 2007

Libero sballo

Bevono per sballarsi, per sentirsi grandi, per apparire quelli che vorrebbero essere. I sociologi cercano di spiegare perché cresce in Italia l'uso di alcol tra i giovanissimi. Intanto si potrebbe vietare ovunque la pubblicità degli alcolici. Un primo passo per salvare la vita a tanti ragazzi.



Bevono di più, fuori pasto e con l'intenzione di ubriacarsi, imitando, magari involontariamente, i protagonisti delle fiction televisive.
E' questa la fotografia dei giovani italiani consumatori di alcol scattata dall'Osservatorio su fumo, alcol e droga (Ossfad) dell'Istituto Superiore di Sanità.
E' ormai allarme tra i giovani e i ragazzini. Uno su cinque si ubriaca nei fine settimana. Dal 1998 al 2006 l'incremento nella fascia di età compresa fra i 14 e i 17 anni è passato dal 12 al 20 per cento. E' una tendenza della cosiddetta società del benessere che poi tanto del benessere non deve essere visto che l'unica fascia di età che non dovrebbe aver bisogno di additivi per divertirsi, sente il bisogno di tuffarsi in un mare di alcol o altro sostituto dell'adrenalina naturale.


Si beve per sballarsi, per sentirsi grandi, si beve e si fuma per apparire quello che non si è e che si vorrebbe essere, dicono i sociologi. Si beve anche per imitare l'amico che è "fico", e ci sa fare, o la star della pubblicità che vince sempre ed è forte perché si fa una birra o magari due prima della corsa in moto. Si beve perché si sta troppo male o perché si sta troppo bene, mentre la magica TV riflette le immagini di giovani bellissimi e alla moda nei loro spot di liquori che associano alcol e piacere, di "grandi" uomini che con la bottiglia e il bicchiere in mano seducono la bellona di turno. Perché, si sa, se bevi forte, con le ragazze ci vai facile. Ma poi c'è la frustrazione, quando il trucco visto in TV non funziona nella vile realtà. E allora non resta che cavalcare il superbolide di papà per dimostrare al mondo che non si è proprio del tutto perdenti.


In Italia, purtroppo, gli spot degli alcolici non sono vietati come in altri paesi. In Inghiltera e in Francia dal 1991 una legge proibisce la pubblicità degli alcolici in TV, nei cinema, e vieta perfino le sponsorizzazioni di eventi sportivi o culturali.
Proviamo a seguire l'esempio di chi ha tracciato precisi confini intorno all'alcol, vietando addirittura l'uso di linguaggi pubblicitari seduttivi e di testimonial. Si potrebbe cominciare da questo, intanto, per ridurre le vittime dell'alcol, soprattutto tra i giovani. Un primo passo nella lotta contro il dilagante abuso.