domenica 18 novembre 2007

"Il Papa è primo patriarca"

Cattolici e Ortodossi più vicini dopo il “Documento di Ravenna”

In quest’ultimo anno sono decisamente migliorati i rapporti tra cattolici e ortodossi. A gennaio lo stesso cardinale Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, si mostrava ottimista, anche in previsione della riunione della Commissione Mista Internazionale incaricata del Dialogo Teologico tra la Chiesa ortodossa e quella cattolica che si sarebbe svolto a Ravenna nel mese di ottobre.
Per quanto riguarda il tema centrale che separa cattolici e ortodossi, l’esercizio del primato del Papa, il Cardinale ricordava che nell'ultima visita (novembre 2006) alla sede del patriarcato ecumenico di Istanbul aveva ribadito la proposta già fatta da Giovanni Paolo II (enciclica ecumenica “Ut unum sint”).

La Commissione riunitasi a Ravenna, esattamente dall’8 al 14 ottobre, nel corso dei suoi lavori ha affrontato i seguenti temi: Comunione ecclesiale, Conciliarità e Autorità nella Chiesa”. Il confronto ha avuto come elemento di maggiore rilevanza la discussione e l’approvazione del cosiddetto “documento di Ravenna”. Un documento di 46 paragrafi dove vengono indicati il percorso e i temi da approfondire per poter dichiarare superate le divisioni del passato.
Il riconoscimento del primato romano c’è, rimane da chiarire “il ruolo del vescovo della prima sede” nell’ambito della comunità ecclesiale. Come far convivere il principio della sinodalità e quello del “primato”?
Primato e conciliarità sono reciprocamente interdipendenti: “il primo non può fare niente senza il consenso di tutti”.

Da parte sua il Pontefice ha convocato per il 23 novembre tutti i cardinali del mondo per una riunione, che all’ordine del giorno ha proprio l’ecumenismo. Il “documento di Ravenna” costituirà la base del dibattito. È vero che si tratta, di un documento “di lavoro”, che non implica, quindi, adesione della Chiesa cattolica e di quelle ortodosse. È vero, anche, che per queste ultime è resa difficile una accettazione comune vista la mancanza di un'autorità centrale. Ma è sicuramente un grande passo avanti nel riavvicinamento delle due “Chiese”. Si auspica, ora, un’incontro “fraterno” del patriarca Alessio II di Mosca (nonostante le sue riserve) con Benedetto XVI in nome e per il bene della Chiesa universale.

Documento di Ravenna

Nessun commento: