Nuovo affondo del Papa in difesa della vita in occasione dell'incontro, del 28 ottobre in Vaticano, con i partecipanti ad un congresso internazionale organizzato dalle associazioni cattoliche dei farmacisti. Per la Chiesa, ha sottolineato il Santo Padre, l'obiezione di coscienza in difesa della vita è e resta un "esercizio doveroso" quando sono contemplate azioni capaci di metterla in pericolo.
L’eco dei media e le polemiche non si sono fatti attendere. Subito si sono fatti avanti gli strilloni di turno: politici, giuristi, economisti, industriali, garantisti e quant’altro. “Basta con l’ingerenza del Papa” strillano molte di quelle voci che pochi giorni fa, dopo l’intervento del Pontefice sul precariato avevano gridato: “Il Papa è con noi”.
Sulle altre, per la sua reazione “liberale”, si è alzata la voce del quotidiano “Liberazione” dove Lidia Menapace, accompagnata da un “San fa(rma)scista” che svetta a caratteri cubitali sull’immagine del Papa, esordisce tirando in ballo oscurantismo e medioevo e, pescando a piene mani tra santi e pie donne, si lamenta e si appella al "vero", per il quale “tutto quello che dice il Papa va in televisione” e “la laicità dello stato va a farsi benedire”.
Ma è dopo le sue litanie che la “Mena - pace”, in una cornice di medioevo prefascista ci regala la sua “chicca” affiancando i “franchisti” beatificati, nell’anniversario della marcia su Roma, all’imposizione del Papa ai farmacisti di non vendere la pillola del giorno dopo.
I gusti sono gusti. Ma per accrescere lo slancio progressista “Liberazione” non si limita a inveire, ma fa torto a quel vero a cui si appella. Etichetta per “franchisti” preti, frati e suore trucidati, che patirono il martirio tra il 1934 e il 1936 “dimenticando” che l’ "alzamiento" avvenne nel luglio del 1936.
Dunque Benedetto XVI è diventato medievale, oscurantista, franchista e, perché no, fascista [San fa(rma)scista]. E pensare che solo pochi giorni fa, dopo le sue parole contro il precariato, “Liberazione” lo preferiva a “quel mollacchione di Veltroni”.
Giuseppe Verdi avrebbe detto: “Liberazione” è mobile qual piuma al vento.

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