martedì 27 novembre 2007

Rosmini beato

Adorare, tacere, godere.

Novara, 18 novembre 2007: Antonio Rosmini viene proclamato beato. È il cardinale Josè Saraiva Martins, Prefetto della congregazione delle cause dei santi, a leggere la lettera apostolica. La cerimonia si è svolta nel pomeriggio, alla presenza di più di 8.000 persone, nel Nuovo Palazzetto dello Sport della città piemontese, trasformata per l’occasione in una grande cattedrale.
“Il suo esempio aiuti la Chiesa, specialmente le comunità ecclesiali italiane, a crescere nella consapevolezza che la luce della ragione umana e quella della Grazia, quando camminano insieme, diventano sorgente di benedizione per la persona umana e per la società”. Con questo augurio, poche ore prima, Benedetto XVI, durante l’Angelus, ricordava la figura di questo sacerdote, teologo e filosofo.

Esattamente 175 anni fa il 18 novembre 1832, Antonio Rosmini, iniziava a scrivere il suo libro più celebre e più discusso, Delle cinque piaghe della Santa Chiesa. Una coincidenza? A mio avviso non ha importanza. Troppo si è detto e si è scritto riguardo alla messa all’Indice delle sue opere, da lui accettata come disegno della Provvidenza. “So per ragione e per fede – affermava Rosmini – e sento con l’intimo spirito, che tutto ciò che si fa, o voluto o permesso da Dio, è fatto da un eterno, da un infinito, da un essenziale amore”. Sono parole, dice il cardinale Saraiva, “che contengono un messaggio estremamente importante e della più scottante attualità per il mondo di oggi in cui assistiamo ad una progressiva eclisse di Dio e della sua Provvidenza”.

Assertore convinto del binomio fede-ragione, Rosmini voleva “ricondurre l’uomo a Dio” attraverso quella stessa ragione il cui cattivo uso allontana da Lui. Un bisogno nuovamente e drammaticamente attuale in un mondo che sempre di più sembra perdere Dio.
Questo “profeta del terzo millennio” ebbe la lungimiranza di chiamare “carità intellettuale” questo sforzo di riconciliare nell’uomo la fede con la ragione, il Vangelo con la scienza, il soprannaturale con il naturale.
Ancora una volta la Chiesa non ci fa mancare la sua guida. In questo periodo di “eclisse”, attraverso la figura di Rosmini, estrae dal moggio la lampada della ragione e la dispone, a vantaggio di tutti, sul lucernaio della fede. Accogliamo, allora, da degni eredi, il testamento spirituale che questo eroe della fede ci ha lasciato: adorare, tacere, godere.

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